Il sogno e l'idea

“Ho la convinzione ferrea e incrollabile che mi ha portata a voler realizzare tutto questo, ovvero che soggetti in difficoltà, se posti a cooperare in un ambiente idoneo e con personale professionale, possano creare un’opportunità di sviluppo e non una sconfitta. ”

A inizi del 2017 è morto mio padre: in sua memoria ho fondato “Il Rifugio del Ghiro Onlus” con la mission di dare un significato concreto a questa convinzione, certa che il cavallo, con le sue straordinarie doti di sensibilità, di adattamento e di intelligenza sia una “straordinaria medicina” e che, come tale, contribuisca a compiere la trasformazione di una storia che può essere considerata svantaggiata e difficile in una nuova e meravigliosa opportunità di vita. 


Questo effetto vale sia per il soggetto in difficoltà, che così aumenta il proprio benessere psicofisico e migliora la qualità della propria vita, sia per il cavallo, nel caso specifico maltrattato, al quale viene data una seconda opportunità e così la dignità prima negatagli.

Da questa convinzione nasce la voglia di realizzare un progetto in cui aiutare bimbi, ragazzi e adulti in difficoltà psico/fisiche, anche derivanti dall’essere sottoposti a terapie oncologiche, attraverso l’equitazione assistita (I.A.A.) con cavalli maltrattati e recuperati, e le loro famiglie, attraverso un sostegno fornito da psicologi, ottenendo così contemporaneamente un miglioramento della vita per le persone e un recupero degli animali.