Il territorio e il percorso del progetto

Il territorio che farà da scenario al progetto è a Medesano (PR) all’interno di un’azienda agricola aperta al sociale e che già recupera cavalli maltrattati.

L’Intervento Assistito con il cavallo comporta:

- La predisposizione di un progetto ad hoc per ogni singolo utente creato da un’equipe di professionisti, abilitati I.A.A. e che coopereranno per fare fronte alle esigenze dell’utente medesimo;
- Un periodico monitoraggio dello status del soggetto/utente e dell’andamento del progetto;
- L’azione congiunta di almeno due operatori abilitati I.A.A., numero che varia in base al tipo di I.A.A. che si offre.


Il miglioramento delle condizioni di vita si ha con un’attività anche solo passiva con i semplici movimenti conseguenti la deambulazione del cavallo, movimenti che, in estrema sintesi, stimolano e rafforzano il sistema neuro/muscolare, favorendo anche la produzione di ossitocina.

Il progetto prevede:

L’inserimento di una persona di età superiore ai 40/50 anni scelta dal Comune tra gli iscritti nelle liste di mobilità/disoccupazione. L’operatore avrà così la possibilità di imparare il mestiere di addetto alla gestione della scuderia e alla cura dei cavalli (nutrimento, preparazione e loro gestione da terra).
Gli I.A.A. di fatto hanno posto le basi per creare una nuova figura di professionista nel settore medico e psicologico/educativo, essendo necessaria, secondo le Linee Giuda, la presenza di tali figure in quasi tutte le equipe operative. Questo comporta la possibilità di impiego anche di giovani laureati nei predetti campi al fine di occuparli in questo nuovo settore in sviluppo o comunque di soggetti under 35 che potranno ricoprire i ruoli negli I.A.A. che non richiedono una professionalità preesistente, ma solo quella che con l’abilitazione agli I.A.A. verrà loro fornita.
Col progetto a regime verrà inserito almeno un neo laureato quale consulente esterno e, da subito almeno, un disoccupato.